5 Dal Campaccio a Piazza della Vittoria

Il Campaccio era l’area situata immediatamente a ridosso dell’ultima cerchia muraria (secoli XV-XVI) dal lato esterno, sulla quale si affacciava la porta fiorentina, sulla via per Firenze appunto. Unico edificio fuori dalle mura, per secoli, fu la piccola cappella della “Madonna di fuori”, che nel Seicento assunse poi il rango di chiesa e poi di santuario mariano, la Madonna del Pozzo. Un borgo allungato sulla via Fiorentina però si andava sviluppando fuori dalle mura verso Naiana. Il Campaccio non era un luogo ambito; qui, in un campo sterrato e fangoso, nel Medioevo, si eseguivano spesso le condanne a morte. Tuttavia, nel corso dell’Ottocento tutto cambia, e il vecchio Campaccio comincerà ad assumere via via più importanza. In particolare, nel momento in cui l’antico castello empolese si accinge a voler diventare una vera città al pari delle altre città toscane, e l’ammodernamento infrastrutturale si rende improrogabile, ecco che nel 1847 viene costruita la stazione ferroviaria, sulla linea ferrata da Firenze a Pisa, e nel 1855 viene inaugurato il primo ponte sull’Arno. La strada che collega le due nuove fondamentali infrastrutture segue un tragitto che passa esternamente alle antiche mura castellane e trova il suo centro di propulsione nei due sensi di marcia proprio nel Campaccio. A questo punto si rende improrogabile anche la sistemazione di questa grande piazza. Vengono realizzati grandi progetti, e si intitola a Vittorio Emanuele la piazza, poco prima della proclamazione dell’Unità d’Italia. Grandi progetti, ma nessuno sarà realizzato fino al 1925. Il 21 giugno del 1925 Sua Altezza Reale il Duca D’Aosta arriverà ad inaugurare il monumento ai caduti della Grande Guerra sulla piazza empolese, alla presenza di migliaia di persone festanti intervenute. La piazza era stata sistemata di conseguenza, e la sistemazione durerà fino alla metà degli anni Novanta del Novecento, quando la piazza assumerà una nuova veste. Intanto, nel 1943 l’intitolazione era cambiata. Da Piazza Vittorio Emanuele a Piazza della Vittoria, intitolazione che resiste ancora oggi, pur fra le mille trasformazioni che ne hanno sconvolto la fisionomia ed alterato irrimediabilmente l’impianto.

Il colosso bronzeo troneggiante su un basamento marmoreo di ispirazione classicista raffigurante la vittoria alata, una figura indomita rivolta verso la città antica quasi a voler rimarcare la vocazione guerresca di Empoli e l’eroismo dei suoi combattenti, opera di Carlo Rivalta e Dario Manetti, realizzato con il bronzo donato dal Ministero della Guerra e sottratto ai cannoni austriaci, dominava adesso la piazza. La costruzione di un circuito di luoghi della Memoria nazionale, dall’identità riconoscibile e indiscussa, nel segno del mito della Grande Guerra, iniziato con la costruzione del Parco della Rimembranza nel 1923, era adesso completo anche a Empoli.

La piazza divenne così la cerniera di collegamento fra la città nuova e la città antica, vero e proprio luogo di incontro dei cittadini, e luogo oggi della Memoria dei caduti di tutte le guerre. Oggi la piazza è luogo di incontro di culture diverse, luogo di ritrovo di cittadini provenienti da tanti paesi del mondo che qui ritrovano una identità comune nel dialogo con la città dove abitano.

La panchina rossa
“Una panchina rossa in Piazza della Vittoria per dire no alla violenza sulle donne e sensibilizzare tutta la cittadinanza verso un problema che può riguardare chiunque. Tendiamo una mano alle donne e aiutiamole ad uscire dalla condizione di violenza fisica e psicologica. Questa bella iniziativa è stata promossa dal Consiglio comunale di Empoli e realizzata dall’amministrazione”. Queste le parole della sindaca di Empoli Brenda Barnini quando nel 2017 venne inaugurata, proprio in piazza della Vittoria, la panchina rossa; oggi quel luogo è entrato in maniera completa a far parte del patrimonio dei frequentatori della piazza, tanto che è sempre più facile sentir dire: “Ci troviamo alla panchina rossa”.

From ‘Campaccio’ to Piazza della Vittoria
Campaccio was the area located immediately outside the last city walls (15th-16th centuries), overlooked by the Florentine gate, on the road to Florence. In the mid-19th century, the square became absolutely central to the city’s road system, after the arrival of the railway (1847) and the construction of the first bridge over the Arno River (1855). Major plans for city works were drafted, and the square was named after Vittorio Emanuele, shortly before the proclamation of the Unification of Italy. Major plans, but nothing was built until 1925. On June 21, 1925, His Royal
Highness the Duke of Aosta arrived in Empoli to inaugurate the monument to the fallen of the Great War in the square, before the exuberant crowd of the thousands who attended. The square had been planned accordingly, and the layout stayed the same until the mid-1990s, when it was given a new look. Meanwhile, in 1943, its name was changed from Piazza Vittorio Emanuele to Piazza della Vittoria, the name it still bears today, despite the thousand transformations that have modified its
physical appearance and irremediably altered the layout.

Vom ‘Campaccio’ zur Piazza della Vittoria
Der „Campaccio“ war der Bereich unmittelbar außerhalb des letzten Mauerrings (15.-16. Jahrhundert), auf den das Florentiner Tor blickte, an der Straße nach Florenz. Mitte des 19. Jahrhunderts wird der Platz nach der Einführung der Eisenbahn (1847) und dem Bau der ersten Brücke über den Arno (1855) ein Knotenpunkt im städtischen Straßennetz einnehmen. Große Projekte werden durchgeführt und der Platz wird kurz vor der Proklamation der Vereinigung Italiens nach Vittorio Emanuele benannt. Große Projekte, aber keines wird vor 1925 verwirklicht. Am 21. Juni 1925 wird Seine Königliche Hoheit, der Herzog von Aosta, eintreffen, um das Denkmal für die Gefallenen des Ersten Weltkriegs auf diesem Platz einzuweihen, im Beisein Tausender jubelnder Menschen. Der Platz wurde entsprechend gestaltet. Bis Mitte der 1990er Jahre behält der Platz dieses Aussehen, das dann erneuert wird. Im Jahr 1943 hatte sich auch der Straßenname geändert: nicht mehr Piazza Vittorio Emanuele sondern Piazza della Vittoria, ein Name, der bis heute Bestand hat, trotz vielfacher Umgestaltungen.

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