Il CLN di Empoli viene costituito nell’autunno del 1943. Presidente è il contadino Pietro Ristori, appartenente al Partito comunista italiano (PCI). Ne fanno parte anche il calzolaio Fortunato Ferretti (per il Partito socialista di unità proletaria, PSIUP), che svolge funzione di vicepresidente, il medico Edgardo Lazzeri (per la Democrazia cristiana, DC) e il conte Carlo degli Alessandri, agrario (per il Partito d’azione, PDA).
Successivamente il comitato si allarga e il suo nucleo attivo e dirigente risulta essere composto dai dirigenti locali del PCI Catone Ragionieri (poi inviato in altra località), Virgilio Corti, Elio Bagnoli, Catone Maestrelli e Remo Caparrini; i socialisti Bellarmino Paci, Siro Fucini e Paolo Zanolla svolgono invece attività limitata e ancor più limitata è quella del cattolico Giuseppe Fucini. I compiti militari sono affidati inizialmente ai comunisti Pietro Lari, Vasco Matteoli e Aureliano Santini, sostituiti poi (quando i primi due ricevono altri incarichi militari provinciali e regionali) da Aldo Giuntoli, Ricciotti Sani e Licurgo Benassai.
Su incarico del Comitato toscano di liberazione nazionale (CTLN), il CLN di Empoli sovrintende ai CLN sorti nei comuni vicini e provvede a raccogliere e a rifornire la popolazione di denari, derrate alimentari e vestiario. Attraverso il suo comitato militare, nell’inverno 1943 -1944 il Comitato cura l’organizzazione di formazioni partigiane e successivamente di Gruppi di azione patriottica (GAP) e Squadre di azione patriottica (SAP). Inoltre il CLN prepara e dirige una serie di agitazioni di mezzadri, coltivatori diretti e piccoli proprietari, le più importanti delle quali si svolgono nel febbraio 1944 e culminano nel grande sciopero di protesta antifascista e antinazista del 4 marzo.
Il 27 luglio 1944, mentre una parte dei dirigenti militari parte con la colonna che deve liberare Empoli e altri, contemporaneamente, prendono contatto a sud con il comando alleato del settore, i membri del CLN escono dalla clandestinità e requisiscono un locale nella frazione di Monterappoli, dichiarandosi la sola autorità rappresentante del popolo empolese delegata dai partiti che compongono il comitato. Il 28 luglio il CLN delega parte dei poteri al sindaco Antonio Negro, vecchio antifascista e perseguitato politico, che agisce insieme al comitato (i cui membri fungono da giunta) per affrontare i problemi più urgenti del momento: la gestione degli sfollati, la protezione del patrimonio agricolo e zootecnico, la raccolta di denaro e di sanitari, l’organizzazione dell’amministrazione comunale, la segnalazione e il controllo dei fascisti. Il CLN tiene stretti rapporti col CTLN e prende contatti col governatore militare alleato di Empoli, il capitano F. Willmore (che risiede a Castelfiorentino). Il 5 settembre 1944, tre giorni dopo la liberazione di Empoli, il CLN comunica a quest’ultimo le cariche pubbliche da esso affidate: sindaco è confermato Antonio Negro (PCI), membri della giunta comunale sono nominati Bellarmino Paci, vicesindaco (PSIUP), Giuseppe Fucini e Libero Lazzeri (DC), Pietro Ristori e Gino Ragionieri (PCI), Paolo Zanolla (PSIUP); Aureliano Santini regge il commissariato di Pubblica sicurezza. Questi incarichi sono convalidati da Willmore e quindi l’AMG riconosce di fatto il CLN. A metà novembre 1944 il CLN risulta così composto: A. Santini, presidente (PCI), G. Fucini e L. Lazzeri (DC), Aldo Giuntoli e Catone Maestrelli (PCI), Bellarmino Paci, Orzero Gamucci e Fortunato Ferretti (PSIUP). Dopo la partenza di Antonio Negro (chiamato a reggere l’Ufficio regionale del lavoro a Firenze) l’amministrazione comunale è retta dal sindaco Pietro Ristori (PCI). In seguito nel CLN entrano anche gli anarchici della Federazione comunista libertaria, e poi azionisti e repubblicani. Al settembre 1945 il Comitato è formato da: Aureliano Santini, Catone Ragionieri, Fortunato Ferretti, Orzero Gamucci, Mario Telleschi, Renato Rosselli, Renato Morelli, Ferruccio Guerrini, Luigi Ragionieri e Alfonso Bini.
Non risulta una data precisa per lo scioglimento del CLN di Empoli; esso avviene sicuramente entro l’estate del 1946, secondo le istruzioni impartite dal CTLN che prima del proprio scioglimento (3 luglio 1946) sollecita i comitati periferici a creare un Ufficio stralcio per l’espletamento delle pratiche di ordinaria amministrazione e a trasmettere all’Ufficio stralcio di Firenze i propri archivi.
Nelle relazioni contenute nel libretto a stampa “Un anno di attività del CLN di Empoli”, leggiamo:
“Gli empolesi sanno che il CLN non è sorto con la liberazione del nostro territorio ad opera delle truppe alleate e gli sforzi combinati dai patrioti italiani ma già era funzionante ed attivo fin dal sorgere della Repubblica di Salò anche se allora e prima di allora si nominava comitato interpartitico. Solo più tardi, molti mesi prima della liberazione detto comitato si definì come in tutta Italia CLN. Il nostro CLN fu il centro unitario di tutta la lotta antinazista nella nostra zona in momenti di incredibile difficoltà, seppe aiutare, stimolare e sorreggere e far funzionare l’approvvigionamento alle popolazioni empolesi sfollate a mezzo di una rete di comitati di difesa dei contadini che fornivano il grano battendolo con mezzi primitivi; in piena emergenza per dare pane agli sfollati seppe aiutare e finanziare il nostro civico ospedale, rifornire i nostri gruppi partigiani e patriottici, elaborò progetti e piani per la successione alle autorità repubblichine che si accingevano a disertare e che difatti scapparono molto prima degli stessi tedeschi; seppe insomma rendere meno dolorosa alle nostre popolazioni una situazione già di per sé tragica. I veterani del CLN ricordano quanti rischi era necessario correre per consultarsi ogni settimana sul da farsi con l’avvicinarsi degli eserciti della liberazione per preservare dalla fame e dalla rovina la nostra popolazione, la nostra città. Armi, viveri, medicinali, danari, medici compiacenti, mezzi di trasporto, a tutto insomma doveva provvedere il CLN quale autorità nascente nel bel mezzo della barbarie nazifascista. Esso era integrato da tre partiti: il PCI, PS, la DC e non pecchiamo di partigianeria se affermiamo che la massima parte del duro lavoro era sulle spalle dei comunisti in quanto partito più esteso ed organizzativamente più forte. Sotto il segno dell’unità dei tre partiti fu più facile mobilitare le masse operaie e contadine per i loro interessi immediati, facendoli coincidere con la lotta per l’indipendenza e la liberazione nazionale dall’odiato invasore. Questa volontà unitaria fece si che all’avvenuta liberazione tutti i problemi di potere politico amministrativo e di ordine pubblico fossero risolti con spirito di comprensione e di buona volontà, dando esempio di maturità politica alle stesse autorità alleate al loro giungere. Difatti era designato il sindaco, la giunta comunale, la Presidenza del CLN, la reggenza al commissariato di pubblica sicurezza. I militari alleati non fecero altro che confermare le nostre concordi decisioni. Sarà utile anche ricordare agli empolesi che in ben altre condizioni di governo eravamo noi del CLN di Empoli di fronte ai militari alleati da quelle condizioni che di fatto ebbero i CLN del Nord Italia, ai quali furono delegati ancor prima della liberazione tutti i poteri inerenti al governo del paese. Questo è utile tenerlo presente per poter essere imparziali nel giudicare il nostro operato. Non diciamo nessuna stranezza affermando che il CLN ed i partiti politici non avrebbero dovuto esistere secondo il dire dei militari alleati. Ben diversamente la pensavamo noi, operando in una semi legalità per circa quattro mesi dopo la liberazione stessa.
La liberazione
Ai tanti guai delle nostre popolazioni doveva aggiungersene un altro di carattere geografico: l’Arno. Difatti, come previsto dall’apposito comitato militare del CLN che l’Arno poteva essere un punto di sosta nella ritirata tedesca, le centinaia di patrioti organizzati nella guardia nazionale furono avvisati di spostarsi a sud dell’Arno in modo che assistemmo per circa 40 giorni al fatto curioso di avere la sede del Comune di Empoli nella frazione di Monterappoli già liberata e il capoluogo ancora in mano del tedesco invasore. Questo fatto ci causò molti guai in più a quelli contingenti. Il CLN ed il nascente municipio improvvisarono tutto il sistema di vettovagliamento degli sfollati e indigeni, grazie all’opera e dei sottocomitati di liberazione nazionale nelle frazioni liberate. Improvvisammo la sede della pubblica sicurezza ed un servizio di mantenimento dell’ordine pubblico e così incominciammo a funzionare con un macchinario amministrativo politico e di ordine pubblico sorto dal nulla ed in mezzo a difficoltà credibili anche per il fatto che non potevamo allontanarci dalla residenza abituale più di 3 km”. Il governatore militare alleato della provincia di Firenze subito dopo la liberazione era il Tenente colonnello dell’Esercito degli Stati Uniti Albert S. Clinkscales; alle dipendenze dirette del ten. Col Clinkscales funzionava in Empoli l’ufficio dell’A.M.G., insediato nel palazzo comunale, comandato dal maggiore Wallace M. Washer (che abitava nell’hotel Tazza d’oro). Nel febbraio del 1945 il maggiore Washer fu sostituito con il capitano Emmeth L. Bennett.

Monterappoli: the first democratic municipality
On July 27, 1944, the members of the CLN came out of hiding and requisitioned a room in the village of Monterappoli, declaring themselves the only representative authority of the people of Empoli delegated by the parties that made up the committee. On July 28, the CLN delegated part of the powers to the mayor Antonio Negro, an old politically-persecuted anti-fascist who acted with the committee (whose members acted as council) to address the most urgent issues of the moment. The CLN maintained close relations with the CTLN and made contact with the Allies’ military governor in Empoli, Captain F. Willmore (who resided in Castelfiorentino).
On September 5, 1944, three days after the liberation of Empoli, the CLN communicated the public appointments to Willmore: the mayor was confirmed to be Antonio Negro (PCI-Italian Communist Party), members of the municipal council were nominated, Bellarmino Paci, vice mayor (PSIUP- Italian Socialist Party of Proletarian Unity), Giuseppe Fucini and Libero Lazzeri (DC Christian Democratic Party), Pietro Ristori and Gino Ragionieri (PCI), Paolo Zanolla (PSIUP); Aureliano Santini took charge of the police station for public safety. These appointments were validated by Willmore, and the AMG actually recognised the CLN.

Monterappoli: die erste demokratische Kommune
Am 27. Juli 1944 kamen die Mitglieder des CLN aus ihrem Versteck, beschlagnahmten ein Zimmer im Weiler Monterappoli und erklärten sich zur alleinigen Vertretungsbehörde der Bevölkerung von Empoli, die von den Parteien, aus denen das Komitee besteht, delegiert wurde. Am 28. Juli delegierte das CLN Teilbefugnisse an Bürgermeister Antonio Negro, einen alten antifaschistischen und verfolgten Politiker, der gemeinsam mit dem Komitee (dessen Mitglieder als Junta fungierten) handelte, um die dringendsten Probleme des Augenblicks anzugehen. Das CLN unterhält enge Beziehungen zum CTLN und knüpft Kontakte zum alliierten Militärgouverneur von Empoli, Kapitän F. Willmore (der in Castelfiorentino wohnt). Am 5. September 1944, drei Tage nach der Befreiung von Empoli, teilte das CLN diesem die ihr übertragenen öffentlichen Ämter mit: Antonio Negro (PCI) wurde als Bürgermeister bestätigt, Mitglieder des Gemeinderats wurden Bellarmino Paci, stellvertretender Bürgermeister (PSIUP), ernannt, Giuseppe Fucini und Libero Lazzeri (DC), Pietro Ristori und Gino Ragionieri (PCI), Paolo Zanolla (PSIUP); Aureliano Santini leitet die Polizeistation für öffentliche Sicherheit. Diese Zuweisungen werden von Willmore validiert und daher erkennt der AMG de facto den CLN an.
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