Il 29 marzo del 1930 il Podestà di Empoli rilasciava al signor Italo Taddei, in qualità di presidente del circolo fascista Filippo Corridoni di Santa Maria a Ripa, il permesso per costruire “un nuovo fabbricato composto di un solo piano con n° 5 ambienti in località S. Maria lungo la via Statale Firenze – Pisa”. L’autorizzazione riguardava la costruzione del circolo i cui ambienti dovevano avere in parte uso ricreativo, in parte culturale.
Il progetto, – come si legge nelle relazioni dell’architetto Capecchi del comune di Empoli realizzate in occasione dell’ultimo recente restauro (e in parte pubblicate in un articolo sul blog www.empoliestoria.it) – evidenzia la lineare planimetria dell’edificio, un rettangolo delle dimensioni di 10 per 15 metri; l’accesso dal fronte principale immette in un vano che porta la dicitura “buffet”, da cui si passa in un altro, destinato al biliardo, con accesso sul fronte tergale. Sempre dal buffet, si passa a sinistra ad una stanza di dimensioni quadrate, a destra ad un salone che occupa tutta la profondità dell’edificio. Dalla stanza del biliardo si accede da una parte al ripostiglio e alla segreteria, dall’altra al suddetto salone. Il servizio igienico esterno è posto sul prospetto tergale.
Il fronte principale è molto semplicemente organizzato da lesene alle estremità, e presenta tre specchiature riquadrate da cornici modanate, dove trovano posto le aperture; è concluso da una fascia di coronamento, anch’essa delimitata da modanature, che porta l’iscrizione “CIRCOLO NAZIONALE FASCISTA S. MARIA A RIPA”.
L’edificio presenta quindi caratteristiche di estrema razionalità e semplificazione linguistica, tanto è vero che l’unico elemento decorativo è rappresentato dalle cornici modanate, le quali tuttavia si caricano di significato perché ben si prestano ad alludere ai fasci littori: gli emblemi del littorio, come i motti del duce, costituivano un motivo ricorrente delle case del fascio ed erano spesso declinati con una maggiore monumentalità.
La costruzione fu completata nell’arco di due anni con le modalità previste dal progetto. L’inaugurazione avvenne il 29 ottobre 1932 e di essa troviamo la descrizione nella cronaca di Empoli de «La Nazione». Da essa si apprende che il finanziamento dell’opera si deve al Marchese Guido Baldo Pianetti e al contributo di numerosi soci. Tra il 1930 e il 1933 infatti furono emesse e firmate dal presidente Italo Taddei un centinaio di “azioni” o certificati di sottoscrizione per la costruzione dell’edificio, del valore di 25 lire ciascuna. Sentiamo dunque il cronista de «La Nazione» del 29 ottobre 1932, Cronaca di Empoli, come racconta l’evento:
“L’inaugurazione della casa del fascio di S. Maria a Ripa
Con una cerimonia semplice quanto mai significativa, ieri nella ridente frazione di S. Maria a Ripa è stata inaugurata la Casa del Fascio sorta per iniziativa di numerosi e volenterosi soci, coadiuvati dal marchese Guido Baldo Pianetti, il quale contribuì alla costruzione di essa. Il bell’edificio, che sorge sulla via principale, consta di un piano con bar e numerose ed eleganti sale. La cerimonia per l’inaugurazione indetta per le ore 15 è avvenuta in perfetto orario.
Ai lati dell’ingresso della casa stessa, prendevano posto una squadra di Militi della M.V.S.N., un manipolo di Balilla al comando del Maestro Adolfo Bertelli, il quale rappresentava anche il Direttore Didattico, un plotone di carabinieri al comando del Maresciallo Sig. Goffredo Zucconi, Piccole e Giovani Italiane.
Più oltre si disponevano i fascisti al comando del Capo Gruppo Signor Taddei Italo. Ed ecco giungere dalla parte di Ponte a Elsa il corteo delle automobili recanti le autorità. Allo squillo di tromba suonato da un Balilla, le autorità accedono alla Casa del Fascio, mentre i presenti salutano romanamente. Notiamo per primo il Segretario Politico ten. Vieri Valtancoli, il quale taglia il nastro tricolore posto all’entrata, segue il Podestà cav. dott. Dino Masi, il comm. Gino Montepagani Rettore della Provincia, il comm. Taddei, il comm. gen. Leonardo Lusena, il ten. Emilio Carraro, aiutante maggiore del console Onori, il vice pretore dott. Giuseppe Masi, il ten. dei CC.RR cav Pellegrino Trafficante, il centurione Alberto Del Vivo, il ten. Martini Bruno, il Segretario capo del Comune dott. Carlo Ruggini, il C.M. Signor Gori Ferdinando, il dott. Giuseppe Pozzesi, l’Ing. capo del Comune di Empoli cav. Torrini ed altri ancora.
Padre Prestini, dei Francescani, procedeva alla benedizione della fiamma ed alla presenza di tutti gli intervenuti leggeva un patriottico discorso in cui inneggiava alla Patria, al Duce ed al Fascismo. Le parole di Padre Prestini venivano salutate da scroscianti applausi.
Parlava quindi il Segretario politico il quale ricordava ai fascisti le parole che il Capo del Governo Benito Mussolini ha rivolto recentemente al popolo torinese.
Il breve discorso del Segr. Politico veniva seguito da applausi interminabili.
Al termine della cerimonia mentre echeggiavano potenti alalà, le autorità ripartivano alla volta di Empoli.”
L’ edificio dunque fa parte della produzione “corrente” dei primi anni Trenta, quando il linguaggio architettonico “moderno” e “nazionale” espressione dell’idea fascista anche in materia di architettura, a tutti i livelli, dalle grandi opere fino agli edifici più dozzinali, aveva già conosciuto la sua diffusione e comparivano così le nuove attrezzature, i nuovi servizi, i nuovi edifici pubblici delle organizzazioni fasciste: i dopolavoro, i balilla, le case del fascio.
Dopo la caduta del Fascismo anche dalla Casa del Fascio di Santa Maria dovevano essere rimossi e cancellati i simboli del regime. Spesso in molti edifici del genere tali elementi venivano del tutto eliminati; nel nostro caso l’operazione da fare era molto semplice e fu sufficiente cancellare l’iscrizione sulla fascia di coronamento del prospetto e presentare al suo posto la gigantografia di Togliatti ben visibile in asse con l’ingresso.
Dopo la Liberazione, l’Intendenza di Finanza di Firenze concesse l’edificio in uso alla popolazione di Santa Maria, che lo utilizzò come Circolo popolare, intitolandolo a Rigoletto Martini, nato a Empoli il 16 luglio 1907, contadino comunista, dirigente del PCI, combattente contro i franchisti nella guerra di Spagna. Membro del Comitato centrale del PCI, Martini fu incaricato, nel 1940, di riprendere i collegamenti con l’Italia, fino a che non venne arrestato in Jugoslavia e rinchiuso in campo di concentramento. Riuscito ad evadere dopo un anno, nel giugno del 1941 fu sorpreso dalla polizia fascista mentre da Fiume tentava di passare clandestinamente in Italia. Processato e condannato dal Tribunale speciale a 25 anni di reclusione, Rigoletto Martini, già malato, fu rinchiuso nel carcere di Civitavecchia, dove morì nel 1942. Negli anni Cinquanta si cominciò a costruire nelle sue immediate adiacenze la nuova sede del Circolo, l’attuale Casa del Popolo. Negli stessi anni l’Intendenza di Finanza di Firenze dispose la vendita del vecchio immobile mediante asta pubblica mentre il Circolo aveva manifestato la sua disponibilità ad acquistarlo a trattativa privata o anche ad averlo in locazione. Nel 1955 anche il Comune di Empoli si dimostrava intenzionato all’acquisto.
Nonostante l’avanzato stato di degrado dell’edificio, il Comune chiedeva all’Intendenza di Finanza la possibilità di acquisto dell’immobile per poterlo utilizzare come scuola materna comunale, ma, per le ingenti risorse che sarebbero state necessarie per adeguare l’edificio ad accogliere il servizio comunale, l’Amministrazione decise di non procedere.
Nei decenni successivi, in più occasioni, l’Intendenza di finanza ha ripetuto la procedura dell’asta pubblica per la vendita del vecchio immobile, ma nessuna è andata a buon fine.
Nel 2001 il Comune di Empoli acquistava dal Demanio dello Stato l’edificio della ex Casa del fascio. L’edificio, pur non presentando caratteri monumentali o elementi rilevanti dal punto di vista architettonico, rimane comunque una testimonianza storica significativa per Empoli e, in particolare, per la popolazione di Santa Maria. Dopo l’acquisizione, il comune ha deciso di realizzare attraverso il restauro di questo edificio, una casa della Memoria che possa costituire il centro di aggregazione per tutte le associazioni antifasciste e democratiche e luogo di elaborazione di progetti sul tema della Memoria. Con i lavori di consolidamento e restauro del fabbricato principale è stata privilegiata per prima la messa in sicurezza dell’edificio dal punto di vista strutturale in vista del successivo recupero. Sono state realizzate opere di consolidamento delle fondazioni, delle murature e del solaio di copertura; è stata sostituita la struttura portante lignea della copertura con una struttura nuova, opportunamente isolata. Il 20 dicembre 2019 è stata inaugurata la Casa della Memoria.

The House of Remembrance
On October 29, 1932, the Casa del Fascio, pompously named the National Fascist Club, was inaugurated in Santa Maria a Ripa, on the main street. After the war, the Tax Authority granted the use of the property to the population of Santa Maria, who used it as a social club, naming it after Rigoletto Martini. Martini, born in Empoli on July 16, 1907, was a communist farmer, leader of the PCI, and fought Franco’s supporters in the Spanish Civil War. During WW2 he was one of the leaders of antifascist resistance. For years, the building stood abandoned, until 2001 when the municipality of Empoli bought it from State Property. After the acquisition, the municipality decided to restore the building and create a House of Remembrance that could be a meeting place for all the anti-fascist and democratic associations, and a place for projects related to historical memory. It was inaugurated on December 20, 2019.

Das Haus der Erinnerung
Am 29. Oktober 1932 wurde in Santa Maria a Ripa an der Hauptstraße die „Casa del Fascio“ (Haus der Faschisten) eingeweiht, pompös „Nationaler Faschistenclub“ genannt. Nach dem Krieg wurde das Gebäude vom Finanzamt der Bevölkerung von Santa Maria zur Nutzung überlassen, die es als beliebten Treffpunkt nutzte und es nach Rigoletto Martini benannte, der am 16. Juli 1907 in Empoli geboren, kommunistischer Bauer und Führer der PCI war, Kämpfer gegen die Anhänger der Franco-Diktatur im spanischen Bürgerkrieg und eine führende Figur des antifaschistischen Widerstands. Das Gebäude blieb jahrelang verlassen, bis es 2001 von der Gemeinde Empoli aus dem Staatseigentum gekauft wurde. Nach dem Erwerb beschloss die Gemeinde, durch Restaurierungsarbeiten ein Haus der Erinnerung zu schaffen, das als Treffpunkt für alle antifaschistischen und demokratischen Vereinigungen und als Ort für die Ausarbeitung von Projekten zum Thema Erinnerung dienen könnte. Die Einweihung des Hauses der Erinnerung erfolgte am 20. Dezember 2019.
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