La data di nascita ufficiale dell’Empoli Foot Ball Club è da collocarsi nel mese di giugno del 1920. Per la precisione, su una cronaca dell’epoca datata 13 giugno 1920, si legge: “A cura di alcuni giovani appassionatissimi allo sport, si è costituita in Empoli una squadra per il giuoco del football. Domenica prossima sosterrà un incontro amichevole a San Miniato con la squadra di quella città. Di questa nuova società è stato iniziatore l’egregio sig. Vieri Gamucci”.
Nasce l’Empoli Foot Ball Club. Quella partita fu disputata qualche giorno dopo, al campo dell’Abetone (il primo campo sportivo, situato immediatamente al di là degli alberi della Pinetina, dove attualmente troviamo Piazza Ristori). Ma sentiamola direttamente quella partita, dalle voci dell’epoca, tratte dal Piccolo Corriere del Valdarno e della Valdelsa: «Giovedì sera alle ore 18,30 ebbe luogo, nel campo dell’Abetone, l’annunciata partita amichevole tra la nostra squadra Empoli Foot Ball Club e quella dell’Ardita Foot Ball Club di San Miniato. Nel primo tempo la squadra empolese ha segnato un gol, mentre la squadra di San Miniato ne ha segnati 2. Nel secondo tempo le squadre non hanno segnato gol. Molto pubblico assisteva all’interessante sfida. Ecco i nomi dei componenti le due squadre: Empoli Foot Ball Club: Tuti, Terreni, Busoni, Salimbeni, Tamburini, Colombarotto, Setti, Baronti, Gamucci (cap.), Nugnez e Demi; Ardita Foot Ball Club: Bertoncini (port.), Bianchi, Vivaldi II, Paoli I, Paoli II, Capecchi, Vivaldi III, Diomelli, Fantozzi, Benedetti e Giorgi». In sostanza, anche se il cronista appare molto diplomatico, l’Empoli aveva perso la sfida, ma di lì a poco, a novembre, nel torneo di San Miniato lo squadrone in maglia rossa – ebbene si, all’inizio giocava proprio in maglia rossa – metterà in riga tutte le migliori squadre della zona.
29 giugno 1921: è la data dell’inaugurazione del campo dell’Abetone (piazza Ristori) con tribuna in legno in grado di ospitare un centinaio di spettatori. La seconda inaugurazione, prevista per l’8 gennaio 1922, fu in parte rovinata dal non intervento della banda, pur previsto, a causa del freddo. Ricordiamo che la banda, un’ora prima della partita, suonava l’inno (composto nel 1921 da Ugo Cinotti e musicato da Lionello Cecchi) per mezz’ora in giro per la città al fine di annunciare la partita e richiamare gli spettatori.
Settembre 1924: Campo di Carraia, prima pietra di una cittadella sportiva dotata di ippodromo che non sarà mai costruita. Tuttavia venne realizzato un velodromo intorno al campo.
29 ottobre 1929: Inaugurazione dello stadio sul Piaggione, accanto allo sferisterio del tamburello. L’Empoli è in prima divisione, una sorta di serie C1.
1936: Viene inaugurato lo stadio comunale, poi intitolato nel 1938 a Franco Martelli, nella zona di Naiana in via Puccini. Lo stadio sarà intitolato nel dopoguerra a Carlo Castellani
5 maggio 1946: l’Empoli Foot Ball Club approda per la prima volta nella sua storia in Serie B
12 settembre 1965: Inaugurazione del nuovo stadio comunale, nella zona posta sulla riva destra dell’Orme (lo stadio attuale)
1983: Intitolazione ufficiale, su iniziativa dell’assessore Sauro Cappelli, dello stadio comunale a Carlo Castellani, primo stadio in Italia ad essere intitolato ad un martire del nazifascismo.
Carlo Castellani nacque il 15 gennaio 1909 a Fibbiana, frazione di Montelupo Fiorentino. Il padre David possiede una segheria e questo consente al giovane Carlo di poter frequentare la scuola, l’istituto dei Padri Scolopi. La sua grande passione fin da piccolo però è il calcio. L’Empoli nasce nel 1920 e Castellani inizia a giocarci nel 1926. Ha 17 anni ed è il giocatore più forte della rosa. Attaccante dalle rare capacità realizzative, nella sua prima stagione segna 16 reti, portando l’Empoli dalla terza alla seconda divisione. L’anno successivo segnerà ventidue reti in 22 partite. L’Empoli ottiene un nuova promozione, salendo in prima divisione, equivalente alla terza divisione nazionale. Un giocatore come lui però merita di salire ancora, ed è così che viene acquistato nel 1930 dal Livorno, una delle squadre più importanti nell’Italia calcistica degli anni Trenta, squadra che era già arrivata a sfiorare lo scudetto. L’approdo in serie A però non è dei migliori. Nel 1930/31 gli amaranto retrocedono e Castellani mette a segno appena tre reti. Nel 1933 passa al Viareggio ma anche qui non riesce ad esprimersi al meglio, e nell’estate del 1934 torna a Empoli. In cinque stagioni Castellani segna a ripetizione, portando il suo tabellino personale a quota 61 marcature in 145 presenze. Per oltre 70 anni è stato l’uomo che ha detenuto il maggior numero di reti con la casacca dell’Empoli. A strappargli il primato soltanto Francesco Tavano nel 2011. In totale Castellani giocò nell’Empoli per nove stagioni (dal 1926-1927 al 1929-1930 e poi dal 1934-1935 al 1938-1939).
Nel 1944 però il calcio per Carlo era già un lontano ricordo, ed era impegnato nelle attività imprenditoriali della famiglia. Il padre David, socialista e antifascista, era da sempre nel mirino dei fascisti di Montelupo e di Empoli, e dopo il grande sciopero del 4 marzo del 1944 indetto dal CLN, che vide l’adesione di migliaia di persone in tutto l’Empolese, la ritorsione nazifascista non si fece attendere, colpendo anche la famiglia Castellani. La notte tra il 7 e l’8 marzo 1944, i carabinieri e i fascisti di Montelupo Fiorentino bussarono alla sua porta alle quattro e mezzo del mattino per prelevare David Castellani, considerato uno dei responsabili dell’organizzazione dello sciopero di qualche giorno prima; David non stava bene, così si era offerto lui, il figlio Carlo, convinto che ci fossero delle semplici formalità da sbrigare per un controllo di routine in caserma. Non prese nemmeno i documenti, convinto di tornare presto. E invece non tornò più a casa. I figli Carla e Franco e la moglie Irma non lo rivedranno più.
Con tutti gli altri deportati empolesi e dell’intera zona, fu caricato sugli autobus per essere trasferito a Firenze, da dove, dal binario 6 (quello dei carri bestiame) della stazione di Santa Maria Novella di Firenze su un treno piombato fu inviato nel campo di concentramento di Mauthausen. L’11 agosto del 1944 nel campo di concentramento di Gusen I, sottocampo di Mauthausen, Carlo a soli 35 anni, dopo indicibili sofferenze, muore. Se ne andava così, annientato dai nazifascisti, uno dei punti di riferimento nello sport e non solo di un’intera città. Le foto delle spensierate squadre di calcio, dall’Empoli al Livorno, di cui aveva fatto parte, erano ormai ricordi sbiaditi, ma la sua storia e il suo nome rimarranno nel cuore degli empolesi. E così, spontaneamente, nel dopoguerra, lo stadio sarà intitolato a Carlo Castellani, e ci piace pensare che quella serie B conquistata con le unghie e con i denti nel 1946 sia stata conquistata anche pensando a lui.
Intervista a Franco Castellani

The Castellani stadium
The first field trodden by the Empoli Football Club players was inaugurated at the Abetone field (today’s Piazza Ristori) in June 1921. Then, in 1924, the team moved to the field in Carraia, and in 1929, at the time the first division was promoted (a sort of C1 series), to the Piaggione. Only in 1936 was the municipal stadium inaugurated in the Naiana area, on Via Puccini, and in 1938, named after Franco Martelli. After the war, after the historic promotion to the B Series, the stadium was named after Carlo Castellani, a player for Empoli for nine seasons between 1926-27 and 1938-39, with a total of 61 goals out of 145 games. For over 70 years, he held the highest number of goals scored wearing the blue jersey. Castellani was deported to Gusen, a subcamp of Mauthausen, on March 8 of 1944; he died a few months later, at the age of 35, in the Nazi concentration camp. In 1965, the new municipal stadium (the current one) was inaugurated and in 1983, on the initiative of the then councillor Sauro Cappelli, named after Carlo Castellani, the first stadium in Italy to be named after a martyr of Nazi-fascism.

Das Castellani-Stadion
Das erste Spielfeld, auf dem Spieler des Empoli Football Club spielten, wurde im Juni 1921 auf der heutigen Piazza Ristori (damals „Abetone“) eingeweiht. 1924 zog die Mannschaft dann auf das Spielfeld im Stadtteil Carraia um, und 1929, zum Zeitpunkt des Aufstiegs in die erste Liga (ähnlich der C1-Serie) auf den Piaggione. Erst 1936 wurde in der Gegend von Naiana, Via Puccini, das städtische Stadion eingeweiht, das 1938 nach Franco Martelli benannt wurde. Nach dem Krieg, nach dem historischen Aufstieg in die Serie B, wird das Stadion nach Carlo Castellani benannt. Er war für neun Spielzeiten zwischen 1926–27 und 1938–39 Fußballer beim Empoli FC, mit insgesamt 61 Toren in 145 Einsätzen. Über 70 Jahre lang, über seinen frühen Tod hinaus, hielt dieser Fußballer im blauen Trikot diesen Torschützenrekord. Castellani wurde am 8. März 1944 in das Konzentrationslager Mauthausen deportiert. In das Nebenlager Gusen überstellt, starb er wenige Monate später im Alter von 35 Jahren an den Strapazen und Entbehrungen, die er wie andere auch dort vorfand. 1965 wurde das neue städtische Stadion (das jetzige) eingeweiht und 1983 auf Initiative des damaligen Stadtrats Sauro Cappelli nach Carlo Castellani benannt, dem ersten Stadion in Italien, das nach einem Opfer des Nazi-Faschismus benannt wurde.
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